Un viaggio, per arricchirsi dentro e sorprendersi…

terra-arancia-bluLa sostenibilità è uno dei temi cari al Genio del Bosco: come sapete, da sempre ci impegniamo a proporvi itinerari che siano delle occasioni di viaggio autentico, che possano davvero mettervi in relazione con le popolazioni e la vera vita dei luoghi che visitate insieme a noi.

Qualche tempo fa il nostro Marino ha tenuto anche una lezione, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Roma Tre Master universitario di II livello in “Educazione alla Pace”, sul tema “Ambiente e cultura quale strumento di dialogo e di risoluzione dei conflitti”. Ecco alcuni degli spunti offerti da Marino durante il suo incontro con gli studenti.

“Viaggiare. Muoversi alla ricerca dello stacco dalla quotidianità, dalla ruotine, nella multiforme interpretazione di questo atto che ognuno di noi può realizzare. Stili di vita che si incrociano in una moltitudine umana costantemente in movimento. Il luogo fisico del movimento è il pianeta. Il nostro pianeta, quella straordinaria “arancia blu”, secondo la definizione data dal fisico Enzo Tiezzi (1938-2010), in cui miracolosamente il “talismano verde” (la fotosintesi) produce la giusta percentuale di ossigeno che ci permette di respirare e vivere. Si, un’arancia, dalla forma un po’ schiacciata ai poli, immersa nella profondità del blu, come è apparsa le prime volte all’uomo che viaggiava nello spazio: un’immagine suggestiva di un pianeta vivente, delicato, fragile e straordinario.

viaggi-intorno-al-mondoSolo qualche decennio fa vi erano ancora, nel nostro pianeta, luoghi poco conosciuti, nascosti e misteriosi, da scoprire e forse da conoscere intensamente; oggi, immersi in forme di contatto e in una percezione sempre più virtuale  – nel senso di sempre più povera di contenuti – dei luoghi e delle persone, tutto è noto, tutto è vicino, tutto è facilmente raggiungibile. Ogni angolo del pianeta è stato scoperto e poi utilizzato per fini ricreativi, che tradotto vuol dire sfruttamento del territorio a fini turistici. Il turismo produce reddito, genera ricchezza, crea occupazione. I luoghi della natura si sono trasformati in prodotti da ecoturismo, un termine che offre occasioni di viaggi particolari, giustifica la fruizione di luoghi delicati e fragili. Ma è un alibi. Dietro lo sfruttamento di ambienti naturali da visitare con religiosa attenzione, emerge non altro che il contatto superficiale e folcloristico con realtà antropiche che sarebbe meglio evitare.

Eppure, non possiamo certo denigrare queste forme di uso del territorio, di fruizione delle bellezze naturali, del patrimonio storico e artistico. Oggi qualsiasi viaggio è turismo, in una filiera di indotti che si intersecano, per cui abbiamo tanti tipi di turismo – culturale, benessere o wellness che fa più scena, enogastronomico. I termini si sono invertiti; qualche tempo c’era solo un modo di fare turismo, il viaggio, che era viaggiare per scoprire, crescere, arricchirsi dentro e sorprendersi.

La ricchezza oggi prodotta dal turismo muove cifre capogiro. Nel 2006 il giro d’affari a livello mondiale ha raggiunto i 733 miliardi di dollari, vale a dire 2 miliardi di dollari al giorno, la cifra del 2011 è 1030 miliardi di dollari, cioè 2,82 miliardi di dollari al giorno. Negli anni ‘50 si registravano circa 50 milioni di arrivi internazionali nel 2011 siamo giunti a 990 milioni.

turismo_sostenibile(1)Ma come mai tutto questo movimento? Perché viaggiamo? In ognuno di noi alberga una ancestrale voglia di viaggiare. E’ cambiata la modalità di fruizione dei luoghi del nostro pianeta – da viaggiatori a turisti – ma lo stimolo ancestrale resta. Vogliamo muoverci, vedere luoghi insoliti, esotici, distanti, altri. Anche se consciamente il turismo è evasione dalle routine, a livello inconscio, specie quando scegliamo destinazioni immerse nella natura, è perché ne abbiamo un estremo bisogno. Noi siamo fatti di natura e la natura fa bene.

Restiamo sul livello inconscio che ci fa scegliere la natura. Si, spesso la scegliamo, ma ormai siamo sempre meno abituati ad immergerci in essa. In concreto cosa succede? Scegliere una vacanza in crociera ai Caraibi non è scegliere la natura, andare in vacanza in Kenia in un villaggio turistico, magari con un bel safari, non è scegliere la natura. Nel villaggio magari ci siamo assicurati che servano gli stessi spaghetti che mangiamo a casa. Ahimè! Sarebbe più appropriato parlare di egoturismo (termine coniato da Time, qualche anno fa in un reportage sul turismo), anziché di ecoturismo. Egoturismo per sfuggire alla quotidianità opprimente, premiandoci con una esperienza esotica di vacanza che soddisfi il nostro lato più edonistico.

turismo-sostenibileE quindi? La strada è in salita, perché i grandi numeri si fanno con il turismo, in senso lato. Con grande fatica, molti di noi si impegnano sul versante di un turismo alternativo. Il turismo responsabile, caratterizzato da una duplice preoccupazione per l’ambiente dei luoghi visitati e per il benessere delle popolazioni che vi abitano. Un turismo che sia sostenibile per i luoghi e per coloro che ci vivono. La definizione di turismo sostenibile e turismo responsabile coincide, possiamo solo aggiungere che “responsabile” ha un’accezione che qualifica un turismo di incontro in quanto dedica maggiore attenzione agli aspetti sociali e culturali dell’attività turistica, mentre “sostenibile” connota un turismo rivolto alla conservazione degli ecosistemi. Ma forse, oggi, anche il turista responsabile ha fatto il suo tempo?

Torniamo con i piedi per terra. Dalla teoria alla pratica. Lasciamo le definizioni accademiche di turismo responsabile o di turismo sostenibile e ci chiediamo: è ancora ipotizzabile un’esperienza turistica che vada oltre i fenomeni di omologazione di massa, che presupponga un cambiamento culturale, uno sviluppo delle capacità cognitive individuali dirette verso una nuova percezione dei luoghi, delle culture, dei popoli? Un turismo più contemplativo, più attento, più rispettoso, con un interesse e una attenzione per il genius loci, accompagnati dalla consapevolezza dei limiti che il nostro pianeta ogni giorno ci racconta…”

Voi cosa ne pensate, cari amici? Commentate, dite la vostra… ci piacerebbe provare a rispondere insieme a questa domanda: è ancora possibile immaginarsi un viaggio che non sia solo esperienza turistica fine a se stessa?

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